Melaverde parla di Radicchio di Verona IGP

Edoardo Raspelli ed Ellen Hidding parlano di Radicchio di Verona IGP su Canale 5
Il conduttore di Melaverde arriva direttamente nelle campagne intorno a Legnago per tastare con mano, e non solo, il cuore rosso di Verona

La scorsa domenica 13 gennaio “Melaverde”, la celebre trasmissione dedicata alle eccellenze dell’Italia agroalimentare, in onda su Canale 5 ogni settimana, si è dedicata al cuore rosso di Verona, riconosciuto con il certificato europeo IGP. Il Consorzio di tutela del Radicchio di Verona, con la sua Presidente Cristiana Furiani, ha accompagnato il mitico Edoardo in un “viaggio” dal campo alla tavola.

A partire dalla raccolta nelle campagne della pianura veronese, tra Minerbe e Legnago, alla accurata selezione del seme, fino alla messa in tavola di piatti deliziosi a base di radicchio veronese IGP presso la magnifica e storica location del castello di Bevilacqua. Non solo primi piatti e insalate, ma anche crostate a base di marmellata di radicchio, pane e focacce al rosso ortaggio di Verona e persino la birra. Grazie al suo profondo legame con la terra in cui nasce, il Consorzio dalla sua origine si fa promotoredi un prodotto, qual è il radicchio di Verona IGP, anch’esso autentico e imprescindibilmente legato al suo luogo d’origine, ovvero i prosperosi campi a Sud di Verona, e grazie a ciò questo percorso, esposto con esemplare simpatia e capacità dal celebre presentatore ed esperto di Mediaset, si è concretizzato in un vero e proprio quadro d’insieme votato alla valorizzazionedel territorio in chiave produttiva, gastronomica e turistica.

Cristiana Furiani dichiara come l’ideatore e produttore del programma, Giacomo Tiraboschi, abbia deciso di dedicare spazio al radicchio di Verona IGP dopo un assaggio: “Il nostro è un prodotto che ha ancora molta strada da fare in termini di popolarità, ma i fatti dimostrano come esso sia capace di conquistare con tutta la naturalezza del suo gusto inconfondibile”.

 

 

 

Sapori ed emozioni avvolgono la pausa pranzo

Anche una pausa per interrompere il lavoro e nutrire il nostro corpo puó diventare un tripudio di emozioni che invadono i nostri sensi e permette alle nostre papille gustative di assaporare sapori semplici ben amalgamati e serviti con tutta la bellezza che il piatto narra. Ho pranzato alla Staffa a San Bonifacio e mi sono lasciato affascinare da un piatto di paccheri in crema di formaggi e pistacchio croccante, un piatto semplice ma pieno di sapori. Gustoso e di carattere, dove il gusto dei formaggi, brie e gorgonzola lasciano spazio al sapore di un ottima pasta di grano duro cotta al dente, particolare che ne esalta il gusto contrastando in modo netto il sapore intenso dei formaggi e dona al palato una pulizia nelle sensazioni. Piccole particelle di pistacchio croccante si uniscono a tali sensazioni portando differenza di gusto e di consistenza. Una pausa carica di piacevoli sensazioni, per chi le sa cogliere ed ascoltare alla quale si aggiunge la voglia di ritornare in questo ristorante per assaggiare i paccheri al pomodoro e basilico serviti su un letto di burrata, piatto che stuzzica la mia fantasia. Un particolare mi colpisce guardando il listino prezzi, affianco a questi paccheri al pomodoro e basilico è raffigurata una padella, chiedo quindi spiegazione e, mi spiegano che la pietanza viene servita su una piccola padella, particolare affascinante che voglio provare perchè, l’emozione inizia da ciò che ci viene presentato e come ci viene presentato e, la vista influisce per più del 75% sui nostri giudizi. Spero, con i miei racconti, di appassionare anche voi portando a cogliere sapori ed emozioni che ogni piatto sà dare.

GIACOMO MAGAROTTO di Monselice vince il primo premio per la migliore sopressa Euganea

 

L’Accademia Euganea della Sopressa ha decretato  il vincitore 2018 al Belvedere di Galzignano Terme

ANGELO BOETTO (il nonno), LUCIA BOETTO (la mamma) e GIACOMO MAGAROTTO (il vincitore)! Tre generazioni vicine!!!

Il giovane Giacomo Magarotto ha vinto il primo premio per la migliore sopressa Euganea.  L’importante evento realizzato dall’Accademia Euganea della Sopressa  si è svolto al Belvedere di Galzignano Terme.  Giunto alla sua quindicesima edizione ha premiato quest’anno un produttore di Monselice: Giacomo Magarotto, appassionato “norcino” che ha appreso l’arte per la realizzazione del salume dal nonno Angelo Boetto, coadiuvato pure dalla mamma Lucia Boetto che gestisce l’agriturismo San Bartolomeo nella frazione di San Bortolo di Monselice.  Tre generazioni che si sono tramandate l’arte della salumeria e che hanno permesso a Giacomo di raggiungere il posto più alto del podio per aver prodotto la migliore sopressa dei Colli Euganei e della Bassa Padovana, distaccando di diversi punti altri “competitors” locali.

“Una grandissima soddisfazione” hanno commentato all’unisono Giacomo, Lucia e Angelo. Una soddisfazione multipla per aver vinto contemporaneamente il premio per la migliore sopressa e anche quello per “I sapori della memoria”.

La giuria presieduta da Bruno Ceretta ha selezionato con il capo panel Giorgio Salvan  sei tra i venti produttori di sopresse. Il patron dell’Accademia Euganea della Sopressa Luciano Ottolitri, da 15 anni presidente del sodalizio, commenta soddisfatto: “Notiamo con soddisfazione che le giovani generazioni cercano di imparare con passione l’arte  noi,   come Accademia, perseguiamo e valorizziamo i sapori di una volta, quelli genuini legati al territorio. Cerchiamo di valorizzare sempre più i sapori e i lavori della norcineria”

Il premio è andato quest’anno, a pieno titolo, a Giacomo Magarotto per la qualità dell’insaccato: nessun conservante, nessun colorante (anche se gli E 150 ed E152, nitrati e nitriti, sono consentiti per legge). Una sopressa preparata con i tagli migliori della carne suina, la pezzatura e il gusto armonioso. “Tutto è nato quasi per gioco “ dichiara sorridente Giacomo Magarotto “abbiamo partecipato senza avere l’ambizione di vincere. Invece ci hanno qualificati al primo posto la giuria tecnica e quella popolare, con un doppio premio.

Dal prossimo anno –  sottolinea Luciano Ottolitri – l’Accademia si doterà di un disciplinare che rispecchierà le nuove normative e saranno coinvolte le aziende produttrici di insaccati. Ormai le famiglie non possono più preparare salami e sopresse in casa senza precise norme igienico-sanitarie. Un motivo in più per cui l’Accademia “vigilerà “ e valuterà le migliori sopresse del territorio, come quello euganeo, in grado di offrire grandi prodotti di qualità.

Maurizio Drago

I valori sensoriali che ti permettono di apprezzare un panettone artigianale.

Natale è il magico momento delle dolci coccole del panettone ma, i panettoni non sono tutti uguali, l’industria dolciaria Borsari ci spiega, durante un press day dedicato a giornalisti e blogger, come riconoscerne e apprezzarne i valori sensoriali al fine di aumentarne l’emozione visiva, olfattiva e la percezione gustativa all’assaggio. Impariamo a riconoscerne gusti e sapori e a comprendere le caratteristiche che ci indicano le eccellenze artigianali.

Sono le piccole attenzioni, i piccoli particolari, l’uso di determinate accortezze che fanno diventare un prodotto artigianale un eccellenza al palato, conoscere gli stimoli sensoriali utilizzati dai produttori diventa utile ed importante per provare le giuste emozioni del gusto.

Già dal packaging inizia la prima emozione, se sono state usate foto e colori giusti i nostri sensi si attivano nella direzione indicata, di certo il packaging fornisce una serie di informazioni al nostro cervello, come spiega il professor Vincenzo Russo – docente di psicologia dei consumi e neuro-marketing, che gli servono come indicazione sfruttando la parte emotiva dello stesso. In questo modo un cartone più spesso indica artigianalità, il colore rosso indica calore, forza etc.

All’apertura della confezione interviene l’aroma, il profumo che sprigiona il panettone all’apertura dell’involucro trasmette i primi dati che indicano la bontà del prodotto, l’aroma assume importanza per assaporare il panettone che andremmo a tagliare.

Il taglio, permette inoltre di attivare ulteriori sensazioni, la prima avviene dalla consistenza e dalla morbidezza del panettone, che al taglio non deve risultare stopposo e deve permettere un taglio morbido e uniforme.

Il giallo e fragrante impasto si rivela custode di brillanti, grandi e morbidi frammenti interi di frutta, agrumi canditi che mutano qua e la in uva passita.
Aromi di burro, uova, vaniglia e agrumi pervadono quindi l’ambiente e i sensi. La consistenza della pasta e l’evidente corposità, sono un segno evidente di un ottima lievitazione e cottura.

Un panettone per tutti (grandi e piccini). Il gusto si lascia sopraffare da tutte queste emozioni e viene condotto a provare sensazioni che al palato appaiono sublimi. Assaporare questo panettone permette al palato più allenato di scorgere i gusti dell’impasto amalgamato al gusto delizioso della frutta, il burro dona la giusta cremosità e la morbidezza dell’impasto gioca un ruolo importante per indicarne la freschezza.

Una valida alternativa al lardo di colonnata, il lardo filetto soppressato

Lardo di colonnata o lardo filetto soppressato, sicuramente il secondo fa la differenza e pur unendo il classico sapore del lardo al gusto del filetto e del salame ne mantiene le caratteristiche gustative.

Ora un confronto con il lardo di colonnata non ha senso visto che le origini sono diverse ma sicuramente per alcuni impieghi questa soluzione può diventare una valida alternativa.

Il Lardo di Colonnata è un salume ad indicazione geografica protetta (IGP), tipico dell’omonimo paesino sulle Alpi Apuane, nel comune di Carrara. Viene prodotto con lardo di suino, stagionato in conche di marmo di Carrara.

Il lardo di Colonnata ha un aspetto umido, è di colore bianco leggermente rosato e presenta una consistenza omogenea e morbida. Ha un sapore delicato e fresco, quasi dolce, finemente sapido se proveniente dalla zona delle natiche, arricchito dalle erbe aromatiche e dalle spezie usate nella lavorazione e dal profumo fragrante.

Il lardo filetto sopressato che ho degustato ieri è invece una produzione locale ed artigianale, arriva dalla società agricola di Signorato Giancarlo di Lonigo e rappresenta un insieme di soppressa d.e.c.o. una fetta di lardo ed un cuore di filetto.

L’aspetto è certamente invitante, il budello che contiene l’insaccato avvolge in primis un centimetro circa di soppressa, poi abbiamo del lardo e per finire un filettino di maiale. Ha un sapore delicato e subito si nota la scioglievolezza del lardo, un gusto quasi dolce che poi viene sopraffatto dal sapido e salato tipico dell’insaccato e del lardo. Sicuramente il gusto prevalente è quello del lardo ma la consistenza che prevale è quella del filetto, secondo me ottimo da gustare al naturale, tagliato fino ed appoggiato su dei crostini caldi, magari di pane toscano (non salato), che permettono al salume tagliato fine di sciogliersi sul pane oppure in una pizza gourmet messo a fine cottura. Da assaggiare anche su dei crostini caldi accompagnato da delle code di gambero grigliate, un ottimo contrasto di sapori.

Pizza gourmet, la pizza con il baccalà mantecato

Se vi piace la pizza avrete notato che ultimamente una delle novità più gettonate nei menù di tantissimi ristoranti che servono anche le pizze è una pizza particolare creata con ingredienti di altissima qualità e possibilmente di stagione. Stiamo parlando della pizza gourmet. Si può individuare principalmente da due cose: ha ingredienti insoliti, non quelli delle classiche pizze della tradizione, e ha prezzi decisamente lievitati, più dell’impasto con cui sono fatti.

Una pizza gourmet per essere tale, deve però avere una serie di caratteristiche:

  • Gli ingredienti devono essere tutti italiani.
  • Non è la pizza napoletana.
  • Ha un impasto morbido e idratato. Deve essere fatto con lievito madre e lasciata lievitare più a lungo.
  • Deve permetterci di assaporare il gusto dell’impasto e della farcitura insieme.
  • Deve essere più leggera, più digeribile.

Ho mangiato un ottima pizza gourmet al ristorante mezzaluna a Vicenza, ho voluto assaporare una pizza con il baccalà mantecato e devo ammettere che era favolosa. Un giusto compromesso di sapori accentuato al centro dal pomodorino essiccato. Unico dettaglio, non mi è stata servita a spicchi,

Morbida e gustosa la tua pizza con il bordo ripieno

Il bordo della pizza può diventare a volte difficile da mangiare, la mancanza di condimento lo rende meno saporito e molti lo lasciano sul piatto.

Da oggi alla pizzeria dei fratelli Benjamin non è più così. La passione è la voglia di provare novità li ha portati a sperimentare questa sera, in mia presenza, il bordo farcito, una farcitura  però che non diventi pesante, cosi il ripieno diventa della semplice mozzarella o al massimo mozzarella e salsa di pomodoro, ho deciso quindi di provare la mia pizza preferita con il bordo farcito di mozzarella.

Bianca o Rossa, a seconda del tuo gusto vale la pena di assaggiarla.
La morbidezza del bordo diventa esaltante e riesci a gustarlo tutta.
Nelle mie prove il pomodorino siciliano donava dolcezza e l’oliva taggiasca riportava in bocca l’amaro e la giusta sapidità.
Ottimo e leggero l’impasto.

 

 

di Michele Pigozzo

 

 

Biscottini salati alle erbe di campagna

Sfiziosi, profumati con rosmarino, maggiorana, erba cipollina, perfetti per un aperitivo originale: li fa Bettina, una giovane e intraprendente pasticciera di Treviso .

Una passione coltivata fin dall’infanzia, quella di Bettina De Vettor: alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” rispondeva, sicura, “i biscotti!”. E così è stato: attraverso corsi professionali di altissimo livello, viaggi all’estero, accurate ricerche per scovare gli ingredienti migliori, ma anche facendo tesoro degli insegnamenti della nonna e della mamma, Bettina è arrivata, circa un anno fa, a realizzare il suo sogno aprendo un piccolo laboratorio a Dosson di Casier, pochi chilometri fuori di Treviso, ora a Preganziol, sempre vicino a Treviso.

Le sue creazioni sono davvero speciali, un perfetto matrimonio tra artigianalità e modernità: Bettina fa i biscotti come si facevano una volta e come “dovrebbero” essere fatti oggi. Gli ingredienti sono scelti con cura e della migliore qualità, le materie prime sono di stagione e prodotte in Italia, sempre biologiche  quando è possibile reperirle. Le sue ricette non contengono conservanti, coloranti o aromi; grassi e zuccheri sono presenti in quantità ridotta, e pensando ai tanti terrorizzati dal colesterolo e alle persone allergiche, spesso Bettina rinuncia anche alle uova, che utilizza solo per pochissimi biscotti.

I biscotti alle erbe di campagna – rosmarino, maggiorana ed erba cipollina – appartengono alla linea salata, sono appetitosi, friabili, profumati e assolutamente non banali, perfetti da gustare con l’aperitivo, oppure per vivacizzare una cena un pò fuori del comune. Evitiamo, però, di averne sottomano più di tanti all’ora dello spuntino… sono così buoni che rischiamo di farli fuori senza accorgercene! Bettina si occupa personalmente della scelta degli ingredienti, come la Nocciola del Piemonte Igp che compra da un produttore biologico e che rende i Bacetti di riso e gli altri biscotti dolci di Bettina un esplosione di gusto; oppure i capperi di Pantelleria, che Bettina unisce ai pinoli e al Parmigiano Reggiano per i suoi sorprendenti zaletti innovativi: un concentrato di mediterraneità. Nella linea salata, anche i cantucci con arachidi e i biscottini salati al curry e papavero; in quella dolce, tra gli altri, biscottini all’arancia, trinchetto tiramisù, biscottini al caramello e cannella e gli inediti biscotti alla camomilla, per una coccola golosa prima di coricarsi…

SCHEDA TECNICA
Nome: Biscottini alle erbette di campagna
Ingredienti: Farina di frumento, burro, latte, erbe aromatiche: rosmarino, maggiorana, erba cipollina
Confezioni: Scatola in cartone da 170g e Barattolo in latta da 200g
Distribuzione: Gastronomie specializzate, vendita diretta 
nel negozio, online con spedizione a domicilio

Bordo ripieno, bufala, pomodoro e basilico, la nuova sfida per i fratelli Benjamin

Ho lanciato una nuova sfida ai fratelli Benjamin per avvalorare la loro pizza con il bordo ripieno e devo ammettere che l’hanno superato a pieni voti,

Gli ingredienti classici della margherita dop, pomodoro verace, mozzarella di bufala campana e basilico che vengono abbinati alla loro pizza con il bordo ripieno anziché al classico impasto napoletano.

Già dal primo boccone ho notato qualcosa di fantastico, la base della pizza risultava croccante al morso mentre la crosta risultava morbida e gustosa. L’aggiunta  della mozzarella di bufala e del basilico dopo cottura, una scelta stupenda, questo permetteva innanzi tutto di non bagnare la basa, con l’acqua di cottura della mozzarella, risaltando la croccantezza della pasta e di mantenere distinti i gusti al palato facendo in modo di poter distinguere al palato tutto il gusto dei singoli ingredienti.

Test pienamente superato, la prossima sfida sarà con il basilico fritto.

di Michele Pigozzo

A Montepulciano (Siena) il 17 agosto inizia l’evento nazionale “Cantine in Piazza” e “A tavola con il Nobile”

A Montepulciano, il tipico borgo in provincia di Siena che assomiglia a una piccola Firenze (molti set cinematografici registrano a Montepulciano “spacciandolo” per la capitale toscana),  venerdì 17 agosto c’è il grande appuntamento dell’estate poliziana, “Cantine in Piazza”.

A partire dalle 20, decine di aziende del Vino Nobile di Montepulciano trovano spazio nell’affascinante e suggestivo banco d’assaggio in Piazza Grande per presentare agli appassionati e ai tanti turisti presenti in questo periodo nella città toscana il meglio delle loro produzioni.

«Questa iniziativa è diventata un momento atteso da tutto il territorio e non solo – spiega il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Piero Di Betto – poter degustare i vini di Montepulciano in una delle piazze simbolo non solo della nostra città, ma direi della Toscana e dell’Italia nel mondo, è una cosa unica e allo stesso tempo simbolica dal momento che rispecchia la storia e la filosofia del Vino Nobile di Montepulciano come un vino che si porta dentro l’essenza del suo territorio d’origine».

Il programma di Cantine in Piazza.

A partire dalle ore 20 di venerdì 17 agosto in Piazza Grande, cuore di Montepulciano, i produttori di Vino Nobile fanno  degustare ai visitatori, agli appassionati e ai turisti le migliori produzioni vitivinicole del territorio. Durante la serata, promossa dal Consorzio del Vino Nobile come detto in stretta collaborazione con il Magistrato delle Contrade e patrocinata dal Comune di Montepulciano e dalla Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte, è possibile degustare il Vino Nobile di Montepulciano DOCG e le altre denominazioni del territorio, il tutto in abbinamento a prodotti tipici locali. A guidare la degustazione e a illustrare le caratteristiche delle diverse etichette e delle altre specialità locali, saranno gli stessi produttori.

A tavola con il Nobile.

Cantine in Piazza è solo l’inizio della grande festa del Vino Nobile di Montepulciano in programma nel penultimo fine settimana di agosto.

Da sabato 18 agosto infatti prende il via la sedicesima edizione di A Tavola con il Nobile. Si tratta di una  sfida ai fornelli ideata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano con il giornalista del Tg2, Bruno Gambacorta. Una giuria composta da 20 giornalisti provenienti da tutto il mondo valuta  tra sabato 18  e domenica 19 agosto  il piatto scelto quest’anno per le otto contrade del Bravìo: i “Pici”.

Ricordiamo che i “pici”, questi grossi spaghetti tipici della Toscana,  sono candidati a Patrimonio UNESCO.

Già da sabato 18 agosto, in occasione della prima sessione di degustazioni, alcune contrade aprono  le porte anche al pubblico per far degustare le ricette della tradizione. I menu in concorso possono essere assaggiati anche durante l’arco di tutta la prossima settimana. Domenica 19 agosto la giuria conclude il giro di assaggi e alle ore 16.00, presso il Teatro Poliziano, viene svelato il vincitore in occasione anche della presentazione del panno del Bravìo e del nuovo cortometraggio sul Vino Nobile di Montepulciano.

 

di Maurizio Drago