Pizza gourmet, la pizza con il baccalà mantecato

Se vi piace la pizza avrete notato che ultimamente una delle novità più gettonate nei menù di tantissimi ristoranti che servono anche le pizze è una pizza particolare creata con ingredienti di altissima qualità e possibilmente di stagione. Stiamo parlando della pizza gourmet. Si può individuare principalmente da due cose: ha ingredienti insoliti, non quelli delle classiche pizze della tradizione, e ha prezzi decisamente lievitati, più dell’impasto con cui sono fatti.

Una pizza gourmet per essere tale, deve però avere una serie di caratteristiche:

  • Gli ingredienti devono essere tutti italiani.
  • Non è la pizza napoletana.
  • Ha un impasto morbido e idratato. Deve essere fatto con lievito madre e lasciata lievitare più a lungo.
  • Deve permetterci di assaporare il gusto dell’impasto e della farcitura insieme.
  • Deve essere più leggera, più digeribile.

Ho mangiato un ottima pizza gourmet al ristorante mezzaluna a Vicenza, ho voluto assaporare una pizza con il baccalà mantecato e devo ammettere che era favolosa. Un giusto compromesso di sapori accentuato al centro dal pomodorino essiccato. Unico dettaglio, non mi è stata servita a spicchi,

Morbida e gustosa la tua pizza con il bordo ripieno

Il bordo della pizza può diventare a volte difficile da mangiare, la mancanza di condimento lo rende meno saporito e molti lo lasciano sul piatto.

Da oggi alla pizzeria dei fratelli Benjamin non è più così. La passione è la voglia di provare novità li ha portati a sperimentare questa sera, in mia presenza, il bordo farcito, una farcitura  però che non diventi pesante, cosi il ripieno diventa della semplice mozzarella o al massimo mozzarella e salsa di pomodoro, ho deciso quindi di provare la mia pizza preferita con il bordo farcito di mozzarella.

Bianca o Rossa, a seconda del tuo gusto vale la pena di assaggiarla.
La morbidezza del bordo diventa esaltante e riesci a gustarlo tutta.
Nelle mie prove il pomodorino siciliano donava dolcezza e l’oliva taggiasca riportava in bocca l’amaro e la giusta sapidità.
Ottimo e leggero l’impasto.

 

 

di Michele Pigozzo

 

 

Un filetto di lusso da gustare al naturale o con salsine particolari

Avete mai sentito parlare di razza limousine? No non si tratta di un auto da ricchi ma di una razza bovina, un Bovino robusto e dal carattere energico, nasconde sotto il manto rosso fromentino vivo una carne tenera e dall’aroma invitante, perfetta per essere grigliata.

Per gli amanti della brace, il lusso di una Limousine è a tavola. Una qualità raggiunta con 150 anni di selezione che l’hanno resa una delle migliori razze per la produzione di carne. Dal Limousin, regione ad ovest del Massiccio centrale in Francia, ha ben presto varcato i confini conquistando allevatori di tutto il mondo, compresa la nostra nazione: e attraversando il mare la “Limousine” è arrivata fino in Sardegna.

 

Ci hanno informato che al ristorante “al postiglione” a Rovigo servono proprio questa carne, cosi io e Maurizio abbiamo deciso di andarli a trovare.

Sicuramente la scelta delle varie preparazioni del filetto è ampia in questo ristorante, si può mangiare in padella o alla griglia, con fragole e vino rosso, con pere e vino rosso, con melone e vino rosso e molte altre preparazioni in conformità alla stagiona.

Maurizio decide di rimanere sul classico, io azzardo e provo il filetto al melone e vino rosso, sicuramente una scelta azzardata ma provocante.

 

Il filetto servito ha un taglio abbondante, supera sicuramente i 400 g la carne è deliziosa e tenera, Maurizio è pienamente soddisfatto della scelta, io un po’ meno.

Il dolce del melone e la copertura del filetto, anche se preparati bene, non permettono di assaporare a pieno la bontà della carne, un filetto strepitoso, la carne di un gusto fantastico, peccato che la salsa era troppa. Sicuramente una questione di gusti ma, un filetto cosi fantastico va assaporato per la sua bontà. Un consiglio che mi permetto di dare allo chef è quello di ricoprire di salsa solo una parte del filetto creando un gioco estetico molto piacevole e permettendo al cliente di assaporare sia il gusto del filetto con salsa che il filetto da solo, valorizzando così le doti di questo filetto Limousine.

Il ristorante “al postiglione” ci ha stupito anche per i dolci, presentandoci un loro modo di servire i dessert, molto accattivante.

Il nostro dolce, un buona torta della nonna ci è stato servisto assieme ad un barattolo gigante di crema di nocciola e il cameriere ha intinto il cucchiaio da dolce nella crema di nocciola, lo ha arrotolato ed appoggiato sul nostro piatto, una sensazione stupenda, affascinante e gustosa, sopratutto per chi ama la “cioccolata”.

Secondo me da provare sia per la bontà del filetto sia per il fascino del dolce.

Una picanha servita in un modo molto accattivante

Il piatto spiedo

Una buona picanha è fatta di carne, fuoco, sale, un po’ di pepe, esperienza e tanta pratica.

Per chi ama la carne alla griglia la picanha è una di quelle preparazioni sul fuoco che ti lascia il segno per sempre, da noi non è ancora un classico della grigliata, ma lo sta diventando.

Preparata per lo spiedo

Gli estimatori del Churrasco brasiliano (grigliata mista composta da pollo, manzo, maiale e pecora) ritengono che la picanha sia un taglio di prestigio assoluto.

Per fare una buona picanha non esiste una vera e propria ricetta ma bisogna attenersi ad una serie di procedure e tecniche codificate. Il parametro comunque di importanza assoluta è il grasso.

La picanha è una sezione del manzo, triangolare, ricoperto da una spessa coltre di grasso duro. Prelevato dalla coscia del manzo (quarto posteriore), è conosciuto con molti nomi: al macellaio potete chiedere il codoneo la copertina dello scamone. In ambito professionale si trova molto facilmente, costa poco ed è poco richiesto.

codone o la copertina dello scamone

Lo strumento di cottura quasi indispensabile è la spada, o uno spiedo molto grande, e proprio qui il nuovo ristorante Open Space di Noventa Vicentina ci stupisce, presentando la picanha su un particolare piatto creato per raccogliere il sugo della carne e realizzato con un porta spiego che ti permette di ammirare la tua picanha e di gustartela con calma pezzo per pezzo.

La carne si presenta così

Ottimo il mio giudizio sia sul taglio di carne che sulla preparazione, vi consiglio di andarla a provare.

 

Tutto ciò da sapere sul Fico

Il fico per gli antichi Romani era una delle tre piante della vita, insieme alla vite e all’ulivo. Questo frutto è disponibile a tutti dato che cresce in tutte le zone d’Italia ed è anche scarsamente coltivato a scopo commerciale

Le varietà di fico conosciute sono più di 700 tra uniferi e biferi. Per non sbagliare durante l’acquisto di questo magnifico frutto bisognerebbe, andando contro la legge del mercato “guardare ma non toccare”, toccarlo per verificare che siano molli, ovvero ben maturi. Non potendo allora basta osservare la buccia se è integra: in questo caso il fico non è del tutto maturo.  Poi si osserva la punta: se è presente il peduncolo allora  non è del tutto maturo, perchè quello maturo si stacca dalla pianta senza di esso. In ogni caso la presenza di latte bianco all’apice è segno di fico acerbo.

Infine, come avviene con tutti i tipi di frutta, il fico deve provenire da aziende bio o da produttori che garantisce il non utilizzo di trattamenti: in questo caso abbiamo trovato il meglio.

 

 

PREMIATA LA QUALITÀ E L’ITALIANITÀ DELLA VINOTECA ALDI

ALDI celebra la passione tutta italiana per il vino con un pratico e innovativo sito web e una brochure interamente dedicati al mondo enologico

Verona – A testimonianza del proprio impegno nel presentare un’offerta in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei clienti italiani, ALDI ha recentemente vinto il premio “New Entry 2018” assegnato dai Brands Award 2018 all’Amarone della Valpolicella San Zenone DOCG, presente tutto l’anno in assortimento. Una vetrina online completamente dedicata ai diversi vini a scaffale e una guida cartacea utile all’esperienza d’acquisto sono i nuovi strumenti che ALDI ha realizzato pensando ai propri clienti. Sia gli esperti più preparati, che desiderano approfondirne la conoscenza, sia coloro che si avvicinano per la prima volta al mondo del vino possono conoscere le proposte di ALDI e il loro ottimo rapporto qualità-prezzo e individuare facilmente la bottiglia che meglio soddisfi le loro esigenze. Nel sito web e nella brochure, l’assortimento è organizzato secondo l’occasione d’uso, per semplificare la scelta dell’etichetta ideale e accompagnare perfettamente il momento in cui si vuole degustare un buon vino: tutti i giorni, un aperitivo, un’occasione importante, un dopocena, una festa o come regalo. La grande attenzione che ALDI presta alla qualità dei propri vini è stata premiata: lo scorso 5 luglio il vino Amarone della Valpolicella San Zenone DOCG da 750 ml ha ricevuto il “Premio New Entry 2018” nella categoria Alcolici e birra, in occasione della nuova edizione dei Brands Award. Attraverso questa iniziativa, che nella prima metà dell’anno individua le migliori performance dei prodotti lanciati sul mercato della Grande Distribuzione Organizzata, sono stati proprio i clienti di ALDI a riconoscere l’interesse che il brand pone nei confronti dei propri prodotti enologici.

La Vinoteca ALDI, caratterizzata da una variegata selezione di vini regionali, è presente in ogni punto vendita ed è consultabile sia online sia attraverso la brochure dedicata. L’assortimento conta circa un centinaio di referenze tra vini rossi, bianchi, rosé, spumanti e frizzanti che incontrano i gusti più diversi e si adattano a ogni occasione d’uso. Nella scelta dei vini, ALDI ha puntato su un assortimento italiano che lascia spazio a tutte le aree di produzione d’Italia e alle principali varietà di uva.

Sicurezza degli alimenti, cosa portiamo a tavola

I controlli sulle materie prime e sui prodotti alimentari sono da tempo consolidati, soprattutto per i materiali che entrano a contatto con gli alimenti. I rischi di contaminazione per migrazione di sostanze nocive sono sempre in agguato. Ecco dunque I consigli del laboratorio CSI specializzato nei test sul cibo, per portare in tavolo solo alimenti sicuri e ben conservati

       

Milano – Dopo le uova contaminate con l’insetticida Fipronil, l’insalata con sospetto contagio di salmonella o il più recente caso dell’acqua in bottiglia con un’alta concentrazione di idrocarburi aromatici, il dubbio che gli alimenti che quotidianamente portiamo in tavola siano salubri è lecito. Il Responsabile del laboratorio Food Packaging Materials di CSI, spiega che tutti gli alimenti devono essere controllati durante l’intera filiera alimentare: dalle materie prime alla produzione, dallo stoccaggio all’imballaggio, quello che mettiamo in tavola deve essere al sicuro da sostanze, molecole o microrganismi potenzialmente nocivi sulla nostra salute. Gli alimenti che proponiamo in cucina sono dunque “sicuri”?

Le legislazioni di pertinenza sono strutturate in modo tale da permettere di ottenere prodotti controllati e, in alcuni casi, certificati. Tuttavia, quando l’alimento supera i controlli per essere immesso sul mercato e arriva sui banconi del supermercato, non vuol dire che il rischio di contaminazione sia nullo. È fondamentale prestare attenzione a quello che si compra e a come lo si conserva, per evitare qualsiasi rischio di intossicazione alimentare.

Da quando si va a fare la spesa a quando ci si mette a tavola, ecco alcuni consigli di CSI da tenere sempre a mente:

1. Fare la spesa – Si consiglia di controllare sempre la data di scadenza e la modalità di conservazione degli alimenti.

2. La catena del freddo – Arrivati al banco dei surgelati – possibilmente a fine spesa – si consiglia di fare il possibile per evitare di interrompere la catena del freddo, avvolgendo i prodotti in un pezzo di carta o riponendoli in una borsa termica. Bisogna evitare lo scongelamento dei prodotti perché se il cibo non è refrigerato in modo corretto, i batteri più pericolosi possono riprodursi più rapidamente.

3. Organizzare il frigorifero – Una volta a casa, arriva il momento di mettere via la spesa. Non è da sottovalutare l’organizzazione del proprio frigorifero e della propria dispensa: come è bene dividere alcuni alimenti da altri nel carrello, è fondamentale suddividere la spesa su piani diversi per una miglior conservazione.

4. Cucinare il cibo correttamente – I cibi contaminati spesso possono sembrare normali e inodori, ma per assicurarsi che questi non siano a rischio di contaminazione, è fondamentale cucinarli alle giuste maniere.

5. La pulizia – Uno dei modi più efficaci per prevenire la trasmissione di batteri dannosi agli alimenti è il porre la massima attenzione all’igiene: lavare sempre le mani con acqua calda e sapone prima e dopo aver cucinato.

6. Prevenire è meglio che curare – Per alcuni soggetti con basse difese immunitarie, il rischio di intossicazione alimentare è più alto e pericoloso. Bambini, donne in gravidanza e anziani, dovrebbero assumere alcune precauzioni per la loro salute ed evitare il consumo di cibi ad alto rischio come carni e pollame crudo o al sangue, pesce e crostaceo poco cotti, latte e latticini non pastorizzati, formaggi molli o non pastorizzati, insaccati e carni conservate.

 

Brisket & Asado protagonisti nella serata dedicata ai “Sapori d’oltreoceano”

Ho partecipato con entusiasmo a questa cena intitolata “Sapori d’oltreoceano” per conoscere nuove preparazioni e nuovi sapori e capire come un piccolo locale di campagna possa esprimere tutte le sue qualità.

Già dal mio arrivo ho potuto apprezzare la gentilezza del proprietario “Andrea” e ho trovato un bel locale, curato e accogliente.

Polenta salame e rampusolo

L’antipasto che mi viene servito consta in una polentina al cucchiaio sulla quale viene adagiato del salame fresco, cotto ai ferri, domina il piatto un insalata di “rampusoli” (Il Rampusolo è un’erba spontanea molto comune in tutt’ Italia, e tenuta in grande considerazione nel territorio veneto; rimane comunque una pianta molto poco conosciuta a livello alimentare e praticamente solo nel territorio vicentino il suo consumo non è limitato a rari appassionati), nella quale la radice gioca con i colori e dona una giusta armonia a questa presentazione completando  il piatto dal punto di vista visivo. Gustandolo si nota un’ottima alternanza dei sapori, il salato del salame, la morbidezza della polenta e la freschezza del rampusolo che ad ogni boccone pulisce il palato.

Risotto al radicchio Trevigiano

In tavola arriva ora un vellutato risotto al radicchio tardivo di Treviso, un risotto cremoso che accarezza il palato trasmettendogli la dolcezza del radicchio raccolto in questo periodo. Un giusto connubio di sensazioni dalla morbidezza della mantecata alla croccantezza del chicco che denota la giusta cottura e mette in luce le capacità e l’esperienza del cuoco.

L’asado

L’asado, contrariamente a quanto si pensi l’Asado non è un taglio di carne ma un metodo di cottura e preparazione molto diffuso in SudAmerica e che, se preparato a regola d’arte, permette di assaporare una grigliata i cui sapori, profumi e tempi di preparazione sono diversi da quelli che conosciamo in Italia. Colpisce già dal primo boccone la morbidezza della carne, si scioglie letteralmente in bocca, gioca una favolosa combinazione di sapori la percentuale di grasso che arte ed esperienza del cuoco hanno saputo far sciogliere nel giusto modo. L’aroma della crosticina dorata, sapientemente insaporita e speziata, armonizza i sapori della carne e le patatine arrosto che accompagnano il piatto, sapientemente adagiate sul fondo creano in bocca un delizioso sapore.

Briket
Delizie dell’orto

Brisket  il petto di manzo (Angus)  affumicato lentamente al barbecue, e cotto a bassa temperatura, con legno di melo,  una delle ricette più spettacolari del BBQ texano, accompagnato da un piattino di delizie dell’orto. Morbido e delicato al palato, domina sicuramente l’affumicatura che mi ricorda il gusto del whisky tornato. Un piatto che per i miei gusti risulta forte ma sicuramente che incontra il gusto di molti altri commensali. Un corretto abbinamento delle verdure dell’orto, arroste,  puliscono il palato.

Direi che valeva proprio la pena di degustare queste delizie, consiglio l’agriturismo “La campanella” a tutti quelli che vogliono trovare gusto e tranquillità a tavola.

di Michele Pigozzo